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Neonata morta in ospedale a Cagliari, giustizia dopo 23 anni: alla famiglia 880mila euro

La piccola morì per l’infezione da Klebsiella contratta in corsia nel 2003. Oggi la sentenza sul risarcimento
Ennio Neri

Risarcimento morte neonata ospedale Cagliari: 880 mila euro

Una ferita aperta dal 2003 trova finalmente un riconoscimento legale presso il Tribunale di Cagliari. Il giudice Giorgio Latti ha emesso una sentenza significativa che impone all’azienda sanitaria sarda il pagamento di un indennizzo imponente a favore dei familiari di una bimba scomparsa a soli tre mesi di vita. Il risarcimento morte neonata ospedale Cagliari ammonta complessivamente a 880 mila euro, una somma destinata ai genitori e ai nonni della piccola, vittima di un’infezione batterica contratta durante la degenza ospedaliera oltre vent’anni fa. Lo riporta L’Unione Sarda oggi in edicola.

Il dramma della Klebsiella e l’intervento chirurgico

La ricostruzione dei fatti riporta al luglio del 2003. La bimba, inizialmente ricoverata al Brotzu in buone condizioni per una stenosi del piloro, subisce il trasferimento al Santissima Trinità per l’operazione. Durante l’atto chirurgico, i medici perforano accidentalmente la mucosa del duodeno, provvedendo subito alla sutura. Tuttavia, nei giorni successivi il quadro clinico precipita drasticamente: compare una peritonite acuta che rende necessario un secondo passaggio in sala operatoria.

Il decesso sopraggiunge il 29 luglio a causa di uno shock settico fulminante. Le analisi di laboratorio confermano la presenza della Klebsiella pneumoniae, un batterio estremamente aggressivo e spesso protagonista delle infezioni nosocomiali. Sebbene il procedimento penale si fosse concluso con l'assoluzione del chirurgo, la causa civile ha seguito un binario differente. Concentrandosi sulla responsabilità oggettiva della struttura sanitaria nella protezione della paziente.

La decisione del giudice sulla responsabilità dell'Ats

Il giudice Latti ha analizzato con estrema precisione il nesso di causalità tra l'operazione e l'insorgenza dell'infezione letale. La difesa dell'Azienda per la tutela della salute (Ats) ha tentato di negare la responsabilità dell'ospedale. Sostenendo che il batterio non provenisse dall'ambiente chirurgico data l'assenza di altri casi simili nel reparto in quel periodo.

La sentenza ribalta però questa tesi. Secondo il magistrato, l'infezione da Klebsiella si è verificata con ogni probabilità proprio in conseguenza del primo intervento. Il batterio, forse già presente in modo innocuo nell'intestino della neonata, sarebbe entrato in contatto con gli altri organi interni proprio a causa della lesione duodenale avvenuta durante la chirurgia. Questo contatto ha scatenato una reazione settica incontrollabile che ha portato alla morte della piccola nel giro di una settimana.

Un indennizzo record per i familiari

Gli avvocati Alessio Corpino e Barbara Murgia, che assistono la famiglia nel lungo iter per ottenere il risarcimento, hanno sottolineato l'importanza di questa sentenza che riconosce il dolore e il danno subito da tre generazioni: genitori e nonni. La liquidazione di 880 mila euro rappresenta uno dei risarcimenti più alti concessi negli ultimi anni per casi di colpa medica o carenze strutturali in Sardegna.

La sentenza chiude una delle pagine più dolorose della cronaca sanitaria cagliaritana, stabilendo che la sicurezza del paziente deve rimanere la priorità assoluta all'interno delle sale operatorie. Nonostante il tempo trascorso, il tribunale ha sancito che le complicanze post-operatorie legate a batteri ospedalieri richiedono una responsabilità chiara da parte delle istituzioni sanitarie, specialmente quando coinvolgono pazienti fragili come i neonati.

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