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Benzina aumenti Benzina aumenti

Caro carburanti, gestori in rivolta a Cagliari: “Basta fango sui benzinai”

“Ecco come funziona il sistema e quanto guadagniamo davvero”
Ennio Neri
Benzina record: verso i 2 euro al litro

Il dibattito mediatico sui controlli nel settore della distribuzione carburanti alimenta spesso una narrazione distorta della realtà. FIGISC Confcommercio Sud Sardegna interviene con forza per ristabilire i fatti e tutelare una categoria professionale troppo spesso indicata come responsabile di dinamiche economiche che non controlla affatto. Il sindacato sottolinea come indicare i benzinai come colpevoli dei rialzi sia un errore concettuale che danneggia i lavoratori del comparto.

Il punto centrale della questione riguarda la formazione del costo finale per l’utente. I gestori degli impianti non determinano i prezzi alla pompa in autonomia, ma applicano i listini stabiliti dalle grandi compagnie petrolifere o dai retisti di riferimento. La categoria opera dunque senza alcun margine decisionale sul prezzo finale praticato ai consumatori, subendo passivamente le oscillazioni del mercato internazionale.

Le criticità della piattaforma ministeriale e le sanzioni

Oltre alla pressione economica, i gestori devono affrontare obblighi normativi stringenti, come la comunicazione dei prezzi sul portale del Ministero. Questo strumento, nato per garantire la trasparenza, presenta da tempo criticità tecniche rilevanti che mettono in difficoltà gli operatori. Il responsabile FIGISC Sud Sardegna, Salvatore Garau, spiega che quando la piattaforma non funziona correttamente, i gestori rischiano sanzioni pesanti pur non avendo alcuna colpa. Si tratta di una situazione paradossale che penalizza chi garantisce un servizio essenziale ai cittadini nel pieno rispetto delle regole.

Margini ridotti e costi di gestione elevati

L'analisi dei guadagni reali smentisce categoricamente l'ipotesi di speculazione da parte dei benzinai. Chi lavora negli impianti deve sostenere importanti anticipazioni finanziarie per l'acquisto del prodotto e affrontare gli effetti diretti dei rincari. Il margine di guadagno resta estremamente ridotto: circa 3-4 centesimi lordi per ogni litro venduto. Questa cifra, pari a poco più dell'1% del prezzo finale, deve coprire tutti i costi fissi di gestione, dalle utenze al personale, rendendo la sostenibilità economica delle stazioni di servizio sempre più precaria.

La composizione del prezzo alla pompa

Per comprendere il fenomeno del caro carburanti gestori Salvatore Garau invita a guardare la scomposizione dei costi. Il prezzo pagato dal cittadino è composto per circa il 62% da accise e IVA, mentre il 28% riguarda il costo industriale. Solo il restante 10% copre l'intera filiera distributiva, all'interno della quale si trova il piccolissimo margine del benzinaio. Le reali determinanti del prezzo sono legate esclusivamente alle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati (Platts) e a meccanismi finanziari complessi che avvengono molto prima dell'arrivo del carburante nelle cisterne locali.

La dignità di una categoria esposta

Il sindacato ribadisce che scaricare sui gestori le colpe del caro vita è ingiusto e fuorviante. Salvatore Garau sottolinea che i benzinai rappresentano l'ultimo anello della catena, il più esposto al pubblico ma anche il meno tutelato a livello contrattuale e normativo. Anche l'eventuale introduzione delle "accise mobili", pur essendo un intervento auspicabile, avrebbe un impatto limitato sul prezzo finale e non risolverebbe le criticità strutturali di un sistema che grava pesantemente sulle spalle dei distributori finali.

FIGISC Confcommercio Sud Sardegna conclude chiedendo un'informazione corretta e aderente alla realtà. La categoria opera ogni giorno con professionalità in un contesto internazionale instabile e merita che le responsabilità lungo la filiera vengano attribuite correttamente, restituendo dignità a lavoratori che subiscono il rincaro esattamente come i comuni consumatori.

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