Cagliari, i negozi di giocattoli col contagocce: la città cede all’online
Una volta erano tappe obbligate dell’infanzia, luoghi pieni di colori e desideri, spesso gestiti da famiglie che conoscevano per nome i piccoli clienti. Oggi, a Cagliari, i negozi di giocattoli sono sempre più rari. In una città di circa 150mila abitanti, le rivendite specializzate si contano sulle dita di due mani: appena otto, secondo le ultime ricognizioni.
Un dato che racconta una trasformazione profonda del commercio urbano, dove a vincere è ormai l’e-commerce.
Il confronto impari dei prezzi
Il principale fattore che ha accelerato la scomparsa dei negozi fisici è il prezzo. Il confronto online è immediato e spesso impietoso: lo stesso gioco, dalla scatola di società al peluche, può costare anche il 30% in meno sulle piattaforme digitali.
Un fenomeno amplificato dalla facilità di accesso: pochi clic per confrontare offerte e recensioni e ricevere il prodotto nel giro di uno o due giorni. Una comodità che ha cambiato radicalmente le abitudini delle famiglie. Così, anche i negozi storici fanno fatica a competere.
I negozi di giocattoli che resistono a Cagliari
Tra le attività ancora aperte, alcune rappresentano veri e propri simboli cittadini. È il caso di Bolla Giocattoli, attivo dal 1860, da decenni nel Corso Vittorio, e considerato il più antico negozio di giocattoli della città, capace di attraversare generazioni mantenendo un forte legame con la tradizione.
Resiste anche L'Orso Babà, presente dal 2002 nel centro cittadino con un’offerta orientata alla qualità e ai giochi educativi e anche la Città del Sole, per quanto abbia affiancato un vasto settore dedicato ai libri accanto ai puzzle e ai trenini.
Accanto a queste realtà storiche sopravvivono punti vendita come Cortesi Giocattoli, mentre pochi giorni fa ha recitato il "de profundis" Zorro Giocattoli, in via Iglesias.
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Dalla tradizione all’algoritmo
La crisi dei negozi di giocattoli non è un caso isolato, ma si inserisce in una tendenza globale. Anche grandi catene internazionali hanno subito contraccolpi pesanti: il fallimento del colosso Toys "R" Us nel 2017 è diventato il simbolo di un cambiamento irreversibile nel settore.
Oggi il mercato è dominato da piattaforme digitali e grandi marketplace, capaci di offrire assortimento quasi infinito e prezzi competitivi, spesso difficili da sostenere per un negozio indipendente.