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La rabbia di Enrico Rizzi: “Chi ha ucciso il cagnolino a Cagliari non farà galera”

Il Comune avvia indagini sul brutale caso di Sant’Elia. Il noto animalista: “Grazie alla legge Brambilla, il delinquente non finirà in carcere”
Paolo Rapeanu

Cagnolino ucciso a Cagliari, Enrico Rizzi su tutte le furie

Sul caso del cagnolino ucciso a Cagliari da due operai intenti a eseguire lavori, a quanto pare, nel Parco degli Anelli a Sant’Elia, interviene duramente l’animalista Enrico Rizzi: “Con la legge Brambilla questo criminale, se individuato, non farà un solo giorno di galera”. Poche ma chiare parole quelle di Rizzi, una vita votata alla difesa e tutela di tutti gli animali dalle “grinfie”, spesso, di uomini definibili peggio delle bestie che maltrattano. Insomma, al massimo potranno scattare denunce che si risolveranno con il pagamento di una multa, o, laddove l’azienda decidesse, col licenziamento.

LEGGI ANCHE: Cagnolino ucciso a Cagliari, la Lega: “Pene severe e niente sconti, barbarie inaudita”

Niente sbarre e sole a scacchi, comunque, per il killer o i killer del “batuffolo bianco” ammazzato a Cagliari. Intanto, si fa sentire anche l’amministrazione comunale: “Seguiamo con attenzione la vicenda denunciata dalla Garante degli animali sulla presunta uccisione di un animale da parte di un operaio che svolgeva dei lavori nel quartiere di Sant’Elia”. 

La volontà è chiara: "Completo rispetto degli animali e della dignità dei lavoratori. Verrà effettuata ogni verifica per stabilire la verità".

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