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Femminicidio di San Sperate: ergastolo confermato a Igor Sollai, esclusa l’aggravante della crudeltà

Pena massima anche in Appello per il 43enne, reo confesso dell’uccisione della moglie. I legali dell’uomo: “Leggeremo le carte, prevediamo di fare ricorso”
Paolo Rapeanu

Ergastolo confermato per Igor Sollai, reo confesso del femminicidio di San Sperate


I giudici della Corte d’Assise d’Appello di Cagliari hanno confermato la condanna all’ergastolo, già inflitta nel luglio 2025, a Igor Sollai, 43enne di San Sperate. L’uomo riconosciuto colpevole di femminicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere della moglie, Francesca Deidda, 42 anni, scomparsa il 10 maggio 2024 e resti ritrovati il 18 luglio in un borsone nelle campagne tra Sinnai e San Vito.

Escluse crudeltà e indennità
Per Sollai, reo confesso, è stata esclusa l’aggravante della crudeltà. I giudici hanno inoltre negato qualsiasi diritto a un’indennità: l’uomo non potrà quindi avanzare pretese sulla casa familiare. Nessun risarcimento è stato riconosciuto agli zii della vittima, costituitisi parte civile, mentre resta confermato quello per il fratello di Francesca Deidda.

L’udienza in aula
L’udienza del processo d’appello si è svolta questa mattina. In aula erano presenti Igor Sollai, Andrea Deidda – fratello della vittima – e alcuni zii costituiti parte civile.

La linea della difesa
La difesa, rappresentata dagli avvocati Carlo Demurtas e Laura Pirarba, ha cercato di mettere in discussione l’impianto accusatorio. Secondo i legali, non sarebbe stata dimostrata la premeditazione del delitto, ma solo ipotesi prive di conferme. Hanno inoltre escluso la crudeltà, sostenendo che non vi siano elementi per stabilire un accanimento sulla vittima ancora in vita: secondo Demurtas, è possibile che la morte sia sopraggiunta già al primo colpo di martello.

LEGGI ANCHE: Femminicidio di Francesca Deidda, ergastolo e un anno di isolamento per Igor Sollai

Richieste di pena contrapposte
La difesa ha chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche, con una conseguente riduzione della pena. La procura ha invece ribadito la richiesta di conferma dell’ergastolo, con un anno di isolamento diurno.

Il nodo della collaborazione
L’accusa, rappresentata dal procuratore generale di Cagliari Luigi Patronaggio, insieme alla parte civile assistita dall’avvocato Gianfranco Piscitelli, ha evidenziato la scarsa collaborazione dell’imputato nel ritrovamento dell’arma del delitto e del telefono. La difesa ha replicato che il mancato ritrovamento non implica necessariamente che le indicazioni fornite da Sollai siano state inesatte.

La difesa di Sollai

"Io e l'avvocatessa Laura Pirarba siamo soddisfatti perché la Corte ha condiviso uno dei motivi che avevamo sostenuto con maggior vigore già dall'inizio della vicenda, quello relativo all'aggravante della crudeltà". Così, a Cagliari News, Carlo Demurtas. "È stata accolta anche la nostra richiesta di rigetto delle richieste di risarcimento dei parenti diversi da Andrea Deidda, che non avevano partecipato, né personalmente né tramite i loro legali, alle fasi precedenti al giudizio. La Corte ha dichiarato che gli zii non hanno alcun diritto, e ha riformato la sentenza di primo grado eliminando la loro posizione. Le statuizioni civili in favore del fratello, invece, non erano mai state contestate nell'appello. Attendiamo le motivazioni per conoscere il ragionamento della Corte e, dopo averle esaminate, decideremo con Igor Sollai sull'eventuale ricorso per cassazione".

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