Scoperta archeologica a Cagliari: due nuraghi sul colle Sant’Elia possono riscrivere la storia
Due nuraghi sul colle di Sant’Elia potrebbero cambiare radicalmente la ricostruzione storica di Cagliari. La loro presenza individuata dagli archeologi Giovanni Ugas, Raimondo Zucca, Carla Deplano e Nicola Sanna.
Come spiegato da Ugas, le strutture “c’erano da sempre”, ma erano state inglobate nelle mura della zona militare e nascoste dalla vegetazione per anni. I due nuraghi si trovano uno vicino al fortino di Sant’Ignazio e l’altro accanto alla torre di Perdusemini.
Le caratteristiche dei due nuraghi
Il primo nuraghe sarebbe un protonuraghe risalente probabilmente al XV-XIV secolo a.C. Il secondo, invece, appartiene all’età del Bronzo recente (1300-1200 a.C.), riutilizzato come torretta di avvistamento dalla Marina militare. La struttura si trova all’angolo tra due mura ed è dotata di scalette in pietra che conducono alla sommità.
Segnalazioni storiche già dal Novecento
Come ricordato dagli studiosi, già agli inizi del Novecento l’archeologo Antonio Taramelli aveva segnalato la presenza di nuraghi sul colle di Sant’Elia e anche a Monte Urpinu.
Nel 1926 lo stesso Taramelli tornò sull’argomento, collegando questi siti al sistema di controllo del Golfo di Cagliari e indicando Monte Urpinu come punto centrale di questo sistema.
Una riscoperta casuale
La riscoperta è avvenuta durante una passeggiata in bicicletta dell’archeologa Carla Deplano. La studiosa ha sottolineato come sia difficile comprendere perché per tanto tempo sia stata negata la presenza di nuraghi nel Golfo di Cagliari.
Deplano ha inoltre segnalato la presenza di ripari e grotte con tracce di ocra e pittogrammi.
Un sistema strategico di controllo del territorio
Gli archeologi Raimondo Zucca e Nicola Sanna hanno evidenziato l’importanza strategica della posizione dei due nuraghi di Sant’Elia.
Secondo gli studiosi, questi siti facevano parte di un sistema di controllo del mare che si estendeva da Nora fino a Quartu e Villasimius.
Il ruolo centrale di Cagliari in età nuragica
Questa scoperta rafforza l’idea che Cagliari avesse un ruolo fondamentale già in epoca nuragica. Il territorio, porta d’accesso al Campidano — una delle aree più fertili della Sardegna — sarebbe stato il fulcro di un sistema economico e strategico di grande rilevanza.
Secondo gli archeologi, queste evidenze contribuiscono a delineare l’immagine di una Cagliari già centrale e probabilmente identificabile con la città degli Ilienses, considerata una delle popolazioni più importanti dell’isola in età nuragica.