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“Stop al sistema patriarcale nei luoghi di lavoro”: sciopero e protesta in piazza a Cagliari

No alle diseguaglianze. Cgil: ā€œNon c’è umanitĆ  senza lotta femministaā€
Ennio Neri

Sciopero femminista: Cgil e lavoratrici in piazza a Cagliari

La protesta prende forma nel cuore di Cagliari, dove lavoratrici e lavoratori hanno partecipato al sit-in organizzato in occasione dello sciopero nazionale femminista promosso contro le disuguaglianze di genere nel lavoro e nella societĆ .

La mobilitazione, sostenuta dalle strutture sindacali della CGIL, ha visto la partecipazione delle categorie Filcams CGIL e FLC CGIL, impegnate a portare all’attenzione pubblica i problemi che ancora oggi penalizzano molte donne nei luoghi di lavoro.

Lo slogan della giornata racchiude il significato della protesta: ā€œNon c’è umanitĆ  senza lotta femministaā€, un messaggio che richiama la necessitĆ  di un cambiamento profondo nelle politiche sociali ed economiche.

La piazza della mobilitazione

Il presidio si ĆØ svolto in Piazza Palazzo, nel quartiere storico di Castello. Qui lavoratrici, lavoratori e rappresentanti sindacali si sono riuniti con bandiere e cartelli per denunciare le disuguaglianze che persistono nel sistema occupazionale.

Alla manifestazione hanno preso parte anche le Camere del lavoro e diverse categorie della Cgil. Le quali hanno espresso sostegno alla mobilitazione nazionale e hanno ribadito la necessitĆ  di azioni concrete per garantire pari opportunitĆ .

Gli interventi dal palco hanno richiamato l’attenzione sui numeri che descrivono la condizione femminile nel mercato del lavoro italiano e sardo.

La presenza dei rappresentanti sindacali

Tra i partecipanti alla manifestazione di Cagliari figurano il segretario generale della Cgil Sardegna, Fausto Durante, e la segretaria generale della Filcams Cgil Sardegna, Nella Milazzo.

Durante gli interventi i rappresentanti sindacali hanno evidenziato come la battaglia per la paritĆ  di genere resti una prioritĆ  per il sindacato. La mobilitazione vuole infatti richiamare l’attenzione su una serie di problemi strutturali che continuano a colpire in modo particolare le lavoratrici.

Secondo la Cgil servono politiche più incisive per ridurre il divario tra uomini e donne e per garantire condizioni di lavoro realmente eque.

Il problema del gender gap

Uno dei temi centrali della giornata riguarda il gender gap, cioĆØ il divario retributivo e professionale tra uomini e donne.

Molte lavoratrici continuano infatti a confrontarsi con situazioni di precarietà o con contratti part-time non scelti. Il fenomeno del part-time involontario rappresenta uno degli elementi più critici segnalati dalle organizzazioni sindacali.

A questo si aggiungono differenze salariali spesso difficili da giustificare e un accesso ancora limitato ai ruoli dirigenziali o di responsabilitĆ .

I dati su disoccupazione femminile e abbandono del lavoro mostrano inoltre come molte donne rinuncino alla propria attivitĆ  professionale a causa della mancanza di strumenti efficaci per conciliare lavoro e vita familiare.

Una protesta contro il sistema patriarcale

La giornata di sciopero vuole anche denunciare la presenza di un sistema culturale. Il quale, secondo i promotori della mobilitazione, continua a influenzare le scelte economiche e sociali.

Il riferimento riguarda il sistema patriarcale, ritenuto responsabile di un modello lavorativo e sociale che spesso limita la libertĆ  di scelta delle donne e ne condiziona i percorsi professionali.

Per questo motivo il movimento femminista e il sindacato chiedono interventi concreti. Come salari equi, politiche di sostegno all’occupazione femminile e strumenti più efficaci per garantire pari opportunitĆ .

Un segnale dal capoluogo sardo

La partecipazione registrata nella piazza di Cagliari dimostra come il tema delle disuguaglianze di genere resti centrale anche nel dibattito pubblico dell’isola.

Per le organizzazioni sindacali la mobilitazione rappresenta un passaggio importante in un percorso più ampio che punta a trasformare il sistema economico e sociale.

L’obiettivo dichiarato consiste nel costruire un modello di lavoro più equo, capace di riconoscere pienamente il ruolo delle donne e di garantire a tutte e tutti le stesse opportunitĆ .

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