Un episodio che scuote il calcio giovanile del Cagliaritano continua a far discutere. La presunta aggressione a un’arbitra di 17 anni durante una partita del campionato Under 17 provinciale di Cagliari ha già prodotto una pesante decisione della giustizia sportiva, ma la vicenda resta al centro di polemiche e versioni contrapposte.
Il dirigente della Gioventù Sarroch, indicato negli atti federali come autore dell’aggressione, respinge infatti le accuse e contesta la squalifica di cinque anni decisa dagli organi sportivi.
La partita Under 17 e l’episodio contestato
Il caso nasce il 28 febbraio, durante la gara del campionato Allievi Under 17 provinciale tra Nuova La Salle e Gioventù Sarroch, disputata nel territorio del Cagliaritano.
Secondo la ricostruzione contenuta nel Comunicato Ufficiale n. 76 del 5 marzo 2026 della FIGC Delegazione Provinciale di Cagliari, il dirigente ospite svolgeva il ruolo di assistente di parte a bordo campo.
Al quarto minuto del secondo tempo il dirigente si sarebbe avvicinato alla giovane direttrice di gara per protestare dopo una rimessa laterale non concessa alla sua squadra.
L’arbitra avrebbe risposto mostrando il cartellino giallo per proteste. Subito dopo, secondo il referto arbitrale, sarebbero arrivate nuove frasi offensive che hanno spinto la direttrice di gara a estrarre il cartellino rosso.
Da quel momento la situazione sarebbe degenerata.
La ricostruzione dell’arbitra e il referto medico
Il rapporto arbitrale descrive un episodio di violenza immediatamente successivo all’espulsione.
Secondo quanto riportato negli atti della giustizia sportiva, il dirigente avrebbe reagito colpendo la direttrice di gara con due schiaffi al volto e successivamente con un pugno, mentre la giovane tentava di allontanarsi.
L’arbitra, una ragazza di 17 anni, ha ricevuto assistenza medica subito dopo l’episodio. I sanitari di una struttura pubblica hanno certificato una frattura alla mandibola con prognosi di 45 giorni.
Alcuni tesserati della squadra di casa sono intervenuti per fermare il dirigente e prestare aiuto alla giovane direttrice di gara.
La ragazza ha quindi deciso di sospendere immediatamente la partita e si è diretta verso gli spogliatoi.
La squalifica e le sanzioni sportive
Il giudice sportivo della FIGC Delegazione Provinciale di Cagliari ha esaminato referto arbitrale, supplemento di rapporto e documentazione medica.
L’organo disciplinare ha inflitto al dirigente della Gioventù Sarroch una inibizione di cinque anni, fino al 5 marzo 2031, con preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della federazione.
Il provvedimento ha coinvolto anche la società:
- sconfitta a tavolino per 3-0
- ammenda di mille euro
- penalizzazione di due punti in classifica
La decisione ha acceso il dibattito nel mondo del calcio giovanile sardo.
Il dirigente respinge le accuse
Il dirigente coinvolto, Guglielmo Pelagalli, 52 anni, ha rilasciato una dichiarazione riportata oggi da L’Unione Sarda.
L’uomo esprime amarezza per la vicenda ma contesta la ricostruzione dell’aggressione.
«Sono molto amareggiato per quanto è accaduto in campo», afferma Pelagalli. «Non avrei mai dovuto perdere il controllo e dire quelle brutte parole all’arbitra, ma non le ho messo le mani addosso e cinque anni di squalifica sono ingiustificati».
Il dirigente ammette le proteste e l’ingresso in campo dopo l’espulsione, ma nega qualsiasi gesto violento.
«Mi assumo le mie responsabilità per le offese», spiega, «ma non sono un violento. Non ho colpito la ragazza né con un pugno né con uno schiaffo. L’ho soltanto sfiorata nel tentativo di toglierle il fischietto dalla bocca».
Pelagalli sostiene inoltre che diverse persone presenti sugli spalti sarebbero pronte a testimoniare.
La posizione della società Gioventù Sarroch
Anche la società Gioventù Sarroch prende posizione sulla vicenda. Il club ha nominato un legale per tutelare il dirigente e la società.
Il presidente Rocco Canepa condanna l’episodio verbale ma respinge l’ipotesi dell’aggressione.
«L’aggressione verbale è stata deprecabile e certi episodi non dovrebbero accadere», afferma il presidente. «Ma nessuno ha messo le mani addosso all’arbitra. Giocatori e genitori sono pronti a testimoniare».
La società si definisce pronta a collaborare con gli organi federali per chiarire la dinamica dei fatti.
La reazione dell’Associazione Italiana Arbitri
L’episodio ha provocato anche la dura reazione dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA).
L’organizzazione ha espresso solidarietà e sostegno alla giovane direttrice di gara, sottolineando la gravità di qualsiasi atto di violenza contro un ufficiale di gara.
«Colpire un arbitro rappresenta sempre un fatto gravissimo», sottolinea l’associazione. «Farne vittima una ragazza di 17 anni impegnata in una gara giovanile supera ogni limite di civiltà sportiva e umana».
L’AIA ribadisce inoltre la necessità di rafforzare le misure contro la violenza sui campi di calcio, fenomeno che continua a rappresentare una criticità per il movimento sportivo.
Un caso che scuote il calcio giovanile
La vicenda apre un nuovo fronte di riflessione sul clima che spesso circonda le competizioni giovanili.
Campi che dovrebbero rappresentare luoghi di educazione sportiva, rispetto delle regole e crescita personale diventano talvolta teatro di tensioni e comportamenti fuori controllo.
L’episodio della partita Nuova La Salle – Gioventù Sarroch resta ora al centro dell’attenzione sia della giustizia sportiva sia dell’opinione pubblica.
Resta inoltre da capire se la vicenda potrà avere ulteriori sviluppi anche sul piano della giustizia ordinaria, considerato il referto medico che documenta la frattura alla mandibola della giovane arbitra.