Droga nascosta tra mutande e abiti modificati: blitz al carcere di Uta
Unāoperazione ad alto impatto ha scosso la casa circondariale di Uta, dove la Polizia Penitenziaria ha scoperto un tentativo strutturato di introdurre droga allāinterno dellāistituto penitenziario. Gli agenti hanno intercettato un detenuto che occultava un voluminoso pacco nelle mutande e hanno bloccato due donne coinvolte nel passaggio della sostanza stupefacente.
Lāintervento ha preso forma durante i controlli ordinari dei colloqui, fase cruciale per la sicurezza interna.
Il trucco delle mutande e degli abiti modificati
Gli agenti hanno notato movimenti sospetti e hanno approfondito le verifiche. Il detenuto nascondeva un involucro nelle mutande, mentre la fidanzata indossava abiti appositamente modificati per facilitare il trasferimento del materiale illecito. I controlli hanno coinvolto anche la madre della giovane, presente al colloquio.
Lāintuito e la rapiditĆ operativa del personale hanno impedito che la droga entrasse nel circuito carcerario, evitando possibili tensioni e dinamiche di mercato interno tra i detenuti.
Maxi sequestro tra cella, auto e abitazione
Le perquisizioni si sono estese alla cella, allāauto e allāabitazione della donna. Gli agenti hanno sequestrato un ingente quantitativo di hashish, cocaina ed eroina, oltre a uno smartphone.
Nellāabitazione e nel veicolo della complice, arrestata su disposizione del pubblico ministero, gli investigatori hanno trovato anche somme di denaro, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. Gli elementi raccolti hanno confermato unāattivitĆ organizzata e non occasionale.
Un colpo al traffico interno di stupefacenti
Lāoperazione rappresenta un duro colpo al traffico di sostanze allāinterno del carcere di Uta. Il sequestro ha interrotto una rete che puntava a rifornire il mercato illecito tra le mura dellāistituto.
La segreteria regionale della UIL FP Polizia Penitenziaria ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, sottolineando professionalitĆ e dedizione degli agenti coinvolti. Lāintervento conferma il presidio costante della Polizia Penitenziaria nel contrasto ai traffici illeciti e nella tutela della sicurezza penitenziaria.