Il pronto soccorso del Brotzu di Cagliari cresce, ecco l’Obi
Nuovi spazi, nuove tecnologie e un investimento milionario per rafforzare l’emergenza-urgenza e le terapie ad alta complessità.
Il Brotzu compie un doppio passo in avanti con l’attivazione della nuova Osservazione Breve Intensiva del pronto soccorso e il potenziamento del servizio di Aferesi.
L’inaugurazione alla presenza della presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, insieme al direttore generale Maurizio Marcias.
Presenti anche il direttore del pronto soccorso Fabrizio Polo e la direttrice del Centro di Immunoematologia e Trasfusionale Giulia Fadda.
La nuova Osservazione breve intensiva
L’Obi, struttura funzionalmente collegata al pronto soccorso, parte con sei posti letto, destinati ad aumentare nei prossimi mesi. L’obbiettivo è chiaro: alleggerire la pressione sui reparti e migliorare la gestione dei flussi in entrata.
La nuova area consente quindi di trattenere i pazienti per un periodo di osservazione clinica monitorata, evitando ricoveri impropri e una valutazione approfondita del quadro sanitario.
In questo modo si riducono i tempi di attesa per i ricoveri e si aumenta la sicurezza clinica grazie a un monitoraggio strutturato e multidisciplinare.
Secondo la Todde, l’attivazione dell’OBI "rappresenta un intervento concreto per rafforzare la rete dell’emergenza-urgenza, con un impatto diretto sia sull’organizzazione interna sia sulla qualità dell’assistenza".
Aferesi, tecnologie avanzate e terapie innovative
Parallelamente, il Brotzu potenzia il servizio di Aferesi, adeguato agli standard assistenziali più avanzati.
L’intervento consolida il ruolo dell’ospedale nel campo delle terapie ad alta complessità, ampliando l’accesso a trattamenti innovativi.
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Tre le linee operative principali: lo scambio plasmatico per pazienti con patologie ematologiche e neurologiche; la produzione di cellule staminali per terapie CAR-T; la raccolta di cellule staminali per percorsi di terapia genica, con particolare attenzione ai pazienti talassemici.
La presidente Todde ha sottolineato come "l’investimento sulle strutture logistiche moderne consenta di estendere l’utilizzo di terapie innovative a un numero crescente di giovani sardi".
Un investimento strategico, quindi, per la sanità regionale. I lavori, avviati nel dicembre 2024, hanno comportato un investimento complessivo di circa un milione di euro.
Per il direttore generale Marcias "si tratta di un risultato che coniuga appropriatezza organizzativa e qualità clinica, rafforzando la capacità del sistema sanitario regionale di garantire prestazioni di alta specialità e riducendo al contempo la mobilità sanitaria verso altre regioni".
Con la nuova OBI e il servizio di Aferesi rinnovato, il principale centro ospedaliero regionale si candida così a diventare sempre più un punto di riferimento per l’emergenza e per le terapie innovative in Sardegna.