Salario minimo regionale in Sardegna, primo sì in commissione
La Sardegna compie un passo deciso verso il salario minimo regionale. La seconda commissione Lavoro del Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge 58 che introduce una soglia minima di 9 euro lordi l’ora negli appalti pubblici regionali e rafforza i criteri di qualità e stabilità occupazionale.
Il testo, primo firmatario Alessandro Solinas del Movimento 5 Stelle e presidente della commissione Bilancio, porta la firma dell’intera maggioranza. La proposta ora attende la calendarizzazione in Aula per il via libera definitivo.
Nove euro lordi e criteri premiali
La norma interviene sugli appalti pubblici regionali, ambito in cui la Regione può esercitare la propria capacità di spesa senza entrare nella legislazione nazionale sul lavoro. L’articolo 5 stabilisce che le stazioni appaltanti assegnino punteggi aggiuntivi alle imprese che garantiscono un trattamento economico minimo orario non inferiore a 9 euro lordi, nell’ambito dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Il provvedimento introduce anche criteri per contrastare il dumping contrattuale, obbligando le aziende ad applicare contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative. L’obiettivo punta a fermare ribassi eccessivi che comprimono salari e diritti.
Clausola sociale e occupazione femminile
La proposta rafforza la clausola sociale per l’assorbimento del personale già impiegato negli appalti in scadenza, favorendo la continuità lavorativa. Il testo prevede inoltre punteggi premiali per le imprese che promuovono l’occupazione femminile e giovanile, garantiscono elevati standard di sicurezza sul lavoro, adottano misure di sostenibilità ambientale o attivano servizi di welfare aziendale come i nidi.
La legge istituisce anche un Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro. Con funzioni di controllo e redazione di report annuali sui costi della manodopera e sull’applicazione delle norme.
La posizione del M5s
“È un tema identitario del Movimento 5 Stelle”, sottolinea Solinas. “Contrastare il dumping significa introdurre più regole contro chi rilancia al ribasso le tutele e garantire dignità a lavoratrici e lavoratori”.
Con questo via libera in commissione, la Regione Sardegna apre una fase nuova nel dibattito sul salario minimo negli appalti pubblici. La discussione ora passa all’Aula. Dove il Consiglio regionale dovrà esprimersi in via definitiva su una norma che punta a incidere concretamente sulla qualità del lavoro nell’Isola.