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Sarroch, una rabbia che si riversa sulla Saras: “Non una goccia di petrolio per Israele”

Decine di persone si sono ritrovate davanti ai cancelli della raffineria. Il motivo? Contestare l’arrivo di una petroliera partita dal Venezuela
Paolo Rapeanu

Protesta a Sarroch, fuori dalla Saras, per il petrolio destinato a Israele

Decine di persone si sono ritrovate davanti ai cancelli della raffineria Saras a Sarroch per protestare contro un carico di petrolio destinato, come tappa finale, a Israele.

Il motivo? Protesta contro l’arrivo di una petroliera partita dal Venezuela e diretta verso Israele.

La mobilitazione, indetta in pochi giorni ha visto la partecipazione di associazioni, movimenti politici e sindacali tra i quali Usb e A Foras.

Tutti schierati sotto bandiere della Palestina e slogan contro la guerra e il commercio di greggio.

“Non una goccia di petrolio per Israele”, è stato il grido più ripetuto tra le strade che portano allo stabilimento e si levavano contro la decisione di consentire alla nave Poliegos di attraccare e di dirigersi poi verso il porto di Haifa, in Israele, con un carico stimato di circa un milione di barili di petrolio venezuelano.

Secondo i manifestanti, 800mila barili sarebbero destinati alla Saras per la raffinazione, mentre gli altri 200mila salperebbero in direzione del Mediterraneo orientale, verso Israele.

Questa circostanza ha fatto scattare forti critiche sui presunti legami tra le scelte commerciali della società e quello che i partecipanti definiscono “genocidio e complicità con regimi autoritari”.

In un comunicato letto ad alta voce durante il presidio, il gruppo A Foras spiega che “in quanto sarde e sardi siamo legati a doppio filo con i popoli venezuelano, cubano e palestinese, assediati e massacrati ogni giorno dagli stessi padroni imperialisti”.

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