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Cagliari, sanità a rotoli tra paghe basse e contratti fermi: caos anche nelle Rsa e nei centri privati

Si allarga clamorosamente la protesta di medici e infermieri, nel mirino finisce principalmente la Regione: “Basta rimpalli di responsabilità”
Paolo Rapeanu

Sanità privata a rotoli e nel caos a Cagliari, protestano medici e infermieri

Sanità privata accreditata, Rsa e riabilitazione: anche a Cagliari in Sardegna scatta lo stato di agitazione: contratti fermi da anni, salari erosi dall’inflazione, diritti sempre più deboli.

Il termometro che misura lo stato di salute della sanità privata accreditata, delle Rsa e della riabilitazione in Sardegna continua a salire.

La vertenza per il rinnovo dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro della sanità privata, AIOP RSA e ARIS RSA è ancora bloccata.

Dopo l’incontro del 22 dicembre scorso presso il Ministero della Salute, non è arrivata alcuna convocazione concreta del tavolo annunciato.

"Nel frattempo, anche il tentativo di conciliazione nazionale si è chiuso senza accordo, certificando uno stallo ormai intollerabile", attaccano i sindacati.

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MEDICI E INFERMIERI DEL PRIVATO IN TRINCEA

I contratti restano scaduti da oltre 13 anni per le Rsa e da oltre 8 anni per la sanità privata. In questi anni il costo della vita è cresciuto costantemente.

L’inflazione ha eroso il potere d’acquisto delle famiglie e le retribuzioni sono rimaste ferme a livelli di oltre un decennio fa.

"Una condizione inaccettabile, considerando che le strutture accreditate operano con le risorse pubbliche".

Ci sono tantissime lavoratrici e lavoratori che garantiscono quotidianamente servizi essenziali nelle strutture accreditate, assicurando assistenza ad anziani, personefragili e con disabilità.

Il divario retributivo con il pubblico è ormai strutturale: per alcune figure, come gli infermieri, la differenza può arrivare fino a 500 euro al mese.

Una disparità che sta determinando l’abbandono del settore, con gravi difficoltà nel reperimento dei professionisti, con ricadute dirette sulla continuità assistenziale e sul rispetto dei requisiti di personale previsti dalla normativa regionale.

"Le responsabilità sono chiare e ricadono tanto sulle associazioni datoriali quanto sulle istituzioni. Il Ministero della Salute continua a rimanere silente, mentre la Conferenza delle Regioni non garantisce un sistema di accreditamento che metta realmente al centro il lavoro, la qualità dell’assistenza e il rispetto dei diritti contrattuali".

FP CGIL, CISL FP e UIL FPL della Sardegna hanno proclamato lo stato di agitazione del personale di tutte le strutture sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali che applicano i CCNL della sanità privata, AIOP RSA e ARIS RSA presenti sul territorio regionale.

Non è più tollerabile che una parte rilevante dell’assistenza sanitaria regionale sia affidata a soggetti privati accreditati senza che il rinnovo dei contratti e il rispetto pieno delle tutele diventino condizione vincolante per l’accreditamento e per l’erogazione dei finanziamenti pubblici.

Per questo le organizzazioni "chiedono con forza alla Regione Sardegna di assumere impegni concreti e immediati, vincolando accreditamento e budget al rispetto e al rinnovo dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Non sono più accettabili rimpalli di responsabilità".

La mobilitazione è già in corso e proseguirà con assemblee in tutte le strutture e con iniziative pubbliche, presidi e manifestazioni davanti alle sedi istituzionali.

Non è più possibile tollerare logiche imprenditoriali orientate esclusivamente al contenimento dei costi. Senza diritti non c’è qualità della cura.

La mobilitazione andrà avanti fino a quando non verrà riaperto un confronto vero sul rinnovo del contratto e non saranno garantiti salari dignitosi.

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