Cagliari, gli Oss senza lavoro: “Regione contro lo sfruttamento, ma l’azienda sanitaria usa agenzie interinali”
La protesta monta silenziosa da mesi, ma ora la misura sembra colma. A Cagliari gli Operatori socio sanitari (Oss) esclusi dalla stabilizzazione puntano il dito contro la gestione del personale sanitario e parlano apertamente di incoerenza istituzionale.
Da una parte la Regione annuncia misure contro lo sfruttamento lavorativo, dall’altra – denunciano – l’azienda sanitaria ricorre a contratti interinali mentre decine di lavoratori attendono da anni un’assunzione. Il cortocircuito, secondo i diretti interessati, è evidente.
Graduatorie pronte, assunzioni ferme
Al centro della contestazione c’è un dato preciso: esistono già una graduatoria concorsuale e una graduatoria di stabilizzazione. Liste formate, ufficiali, frutto di procedure pubbliche.
Eppure, raccontano diversi Oss, le chiamate non arrivano. “Attendiamo da oltre due anni”, spiegano alcuni lavoratori che preferiscono restare anonimi per timore di ripercussioni. “Molti di noi hanno lavorato durante l’emergenza pandemica, coprendo turni massacranti. Ci era stato detto che il percorso di stabilizzazione sarebbe stato una priorità. Oggi siamo ancora qui, senza contratto.”
Nel frattempo, secondo quanto denunciato anche dalla pagina social “Zona Deprecarizzata”, l’azienda sanitaria avrebbe fatto ricorso a un’agenzia interinale per reperire personale da inserire nelle stesse strutture dove quegli Oss attendono un posto. Una scelta che, sul piano politico e amministrativo, solleva più di una perplessità.
La Regione e l’Osservatore contro lo sfruttamento
Pochi giorni fa la Regione Autonoma della Sardegna ha annunciato l’insediamento di un osservatore contro lo sfruttamento lavorativo. Un organismo che dovrebbe monitorare situazioni di precarietà, abuso contrattuale e mancato rispetto dei diritti.
L’iniziativa è stata accolta con favore dalle organizzazioni sindacali, che da tempo chiedono strumenti più incisivi di controllo.
Ma proprio alla luce di questo annuncio, la vicenda degli Oss cagliaritani assume contorni ancora più spigolosi. “Come si può parlare di lotta allo sfruttamento”, si chiedono i lavoratori, “se poi non si attinge alle graduatorie già esistenti e si preferisce il lavoro interinale?”
Il tema non è solo giuridico, ma politico: la coerenza tra proclamazioni e atti concreti.
Il nodo dell’interinale
L’utilizzo di agenzie interinali nel settore sanitario non è una novità. Spesso viene giustificato con l’urgenza di coprire carenze di organico, garantire la continuità assistenziale o rispondere a picchi improvvisi di lavoro.
Ma nel caso specifico, sottolineano gli Oss esclusi, non si tratterebbe di un’emergenza imprevista.
Le graduatorie sono già disponibili, il fabbisogno di personale è noto da tempo e le carenze strutturali negli ospedali del capoluogo sardo sono oggetto di discussione pubblica da anni. “Se c’è bisogno di personale – osservano alcuni candidati – perché non assumere chi ha superato un concorso o chi attende la stabilizzazione prevista dalla legge?”.
Precarietà e tensione sociale
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di tensione nel sistema sanitario sardo. A Cagliari le strutture ospedaliere convivono con carenze di personale croniche, turni pesanti e difficoltà organizzative.