Pratobello 2026, conferenza a Cagliari per la difesa del territorio in Sardegna
La Pratobello 2026 Sardegna difesa territorio firme segna una tappa fondamentale nella storia delle leggi di iniziativa popolare dellāIsola. Al T Hotel di Cagliari, la sala gremita ha accolto cittadini, esperti e rappresentanti del Comitato Libera Karalis per un dibattito dedicato alla legge Pratobello 24 e alle prospettive future del governo del territorio sardo.
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Sala gremita e partecipazione intensa
Mauro Pili, ex presidente della Regione, ha aperto lāincontro ricordando la fase ādelicatissimaā che attraversa la Sardegna. āHo sentito il dovere morale di accettare questoā, ha detto, sottolineando che la legge Pratobello 24, sostenuta da 210.729 firme, rappresenta la più grande iniziativa popolare mai realizzata nellāIsola.
Autonomia e indipendenza energetica
Pili ha evidenziato lāimportanza dellāautonomia e della gestione diretta del territorio. āLāindipendenza energetica ĆØ un pilastro fondamentale della libertĆ del popolo sardo. La legge Pratobello permette di pianificare il territorio e difendere le prerogative statutarieā, ha dichiarato.
Il dibattito ha affrontato anche il Decreto Legge 175 sulle aree idonee per le rinnovabili, definito una minaccia per la gestione autonoma delle scelte urbanistiche e ambientali. Pili ha invitato la giunta a impugnare il decreto davanti alla Corte Costituzionale per evitare la cancellazione dellāautonomia della Sardegna su 370.000 ettari di territorio.
La voce degli esperti e dei cittadini
Lāavvocato Michele Zuddas ha ricordato che la legge Pratobello 24 ĆØ ālāunica chance per bloccare la speculazione energeticaā. Peppino Carta, del Presidio Permanente del Popolo Sardo, ha aggiunto: āManifestazioni, assemblee e notti in bianco dimostrano che non ci arrendiamoā.
Difendere il territorio significa difendere la libertĆ
Pili ha concluso con un monito chiaro: āLa nostra terra non si consegna. Chiunque la voglia consegnare ĆØ un traditore. Difendere il nostro territorio significa difendere la nostra libertĆ . La Sardegna non ĆØ uno spazio da occupare, ĆØ una civiltĆ da coltivareā.
(Ilaria Lecca)