Cure sicure per i sardi? No, l’esatto opposto: il dramma continuo
Nel 2025 in Sardegna circa 400mila sardi hanno rinunciato a cure, visite ed esami sanitari.
Tutti frenati da difficoltà economiche o da tempi di attesa eccessivamente lunghi.
È quanto emerge da un’indagine commissionata da Facile It all’istituto di ricerca mUp Research, che mette in evidenza anche il fenomeno delle cosiddette liste d’attesa chiuse.
Quasi tre pazienti su quattro dichiarano di essersi trovati almeno una volta nell’impossibilità di prenotare la prestazione richiesta per mancanza di disponibilità.
Un quadro che aiuta a comprendere perché un numero crescente di cittadini sardi abbia scelto di rivolgersi alla sanità privata.
Secondo la stessa indagine, nel corso del 2025 il 78% dei pazienti ha fatto ricorso almeno una volta a prestazioni a pagamento. Una scelta che comporta però costi rilevanti: la spesa media sostenuta per ciascuna prestazione privata si aggira intorno ai 185 euro.
LEGGI ANCHE: Sanità sarda allo sbando, ennesimo siluro alla Todde: “Pronti a tornare in piazza a protestare”
C’è poi chi, pur di non rinunciare alle cure o per non gravare eccessivamente sul bilancio familiare, ha deciso di ricorrere a un finanziamento: 43mila.
"Il credito al consumo un valido strumento di supporto per le famiglie che devono affrontare spese importanti come quelle sanitarie nel privato", spiegano gli esperti.
La possibilità di suddividere la spesa in rate consente di contenere l’impatto sul reddito mensile, evitando di rimandare o, peggio, rinunciare a visite ed esami.
Prestiti per spese mediche Secondo i dati dell’osservatorio che ha analizzato le richieste di prestiti personali legate alle cure mediche in Sardegna, il 4,3% del totale.
Importo richiesto è stato di 5776 euro, con una rata di circa 124 euro al mese da restituire in 55 rate.
Dall’analisi del profilo dei richiedenti emerge inoltre che l’età media di chi ha fatto richiesta di un prestito per spese sanitarie è stata di poco inferiore ai 48 anni, un valore più alto rispetto alla media regionale dei prestiti personali, che si attesta intorno ai 45 anni.
Rilevante anche la componente femminile: nel 47% dei casi la domanda di finanziamento è stata presentata da una donna, una percentuale nettamente superiore rispetto al 33% registrato sul totale delle richieste di prestito in Sardegna.