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Resort extralusso nei Sulcis, villette e Spa d’eccellenza: la Regione blocca tutto

Ennio Neri

Gonnesa, stop al piano dei resort: la Regione impone la VIA

CriticitĆ  ambientali, archeologiche e paesaggistiche bloccano il progetto a Porto Paglia e Acqua Sa Canna. La Regione Sardegna frena il progetto dei resort turistici a Gonnesa e impone la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per il piano di lottizzazione della zona F1.

La Giunta regionale interviene dopo un’istruttoria articolata che evidenzia rischi ambientali significativi, incompatibilitĆ  urbanistiche e criticitĆ  sul patrimonio archeologico e paesaggistico.

Il progetto, presentato da Villa di Chiesa Resort S.r.l. in liquidazione, riguarda due comparti distinti: F1.1 Porto Paglia e F1.2 Acqua Sa Canna, entrambi destinati a strutture turistico-ricettive con funzioni alberghiere, aree verdi attrezzate, servizi per il tempo libero e infrastrutture di supporto.

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Resort e funzioni previste

La proposta prevede la realizzazione di complessi alberghieri di tipo resort, con spazi per l’ospitalitĆ  turistica, servizi accessori, aree sportive, percorsi interni e sistemazioni a verde.

Nel comparto Acqua Sa Canna la documentazione progettuale richiama anche la presenza di una SPA, la cui collocazione risulta però poco chiara secondo il Servizio tutela del paesaggio. Gli elaborati indicano nuove volumetrie ricettive e residenziali, oltre a viabilità interna e opere di urbanizzazione.

Le incompatibilitĆ  urbanistiche

Il Servizio pianificazione paesaggistica e urbanistica segnala più violazioni del PUC vigente. Il progetto introduce campi sportivi in aree classificate come in

edificabili, supera gli indici volumetrici consentiti e prevede altezze degli edifici alberghieri superiori ai limiti normativi.

Queste scelte contrastano con l’articolo 25 delle Norme tecniche di attuazione. Rischi ambientali e idrogeologici Secondo ARPAS e Genio civile, il piano ignora il nuovo quadro normativo su sostenibilitĆ  e cambiamenti climatici.

Le aree interessate ricadono sotto vincolo idrogeologico e interferiscono con il reticolo idrografico.

La documentazione non analizza l’impatto su suoli, acque, vegetazione e stabilitĆ  dei terreni, nĆ© definisce misure di mitigazione efficaci. Paesaggio e archeologia sotto pressione La Soprintendenza esprime parere negativo. Il progetto insiste in un contesto ad altissima densitĆ  archeologica, con nuraghi, villaggi e aree funerarie che formano un paesaggio storico integro. Le trasformazioni previste comprometterebbero la lettura unitaria del territorio tra costa e interno. Anche il paesaggio costiero e gli habitat della ZSC Costa di Nebida risultano esposti a incidenze significative. VIA obbligatoria Alla luce delle criticitĆ , la Regione decide di assoggettare il progetto alla procedura completa di VIA. Solo uno Studio di Impatto Ambientale potrĆ  valutare alternative progettuali, compresa l’opzione zero, e quantificare gli effetti cumulativi dei due resort sull’ambiente, sulla biodiversitĆ  e sul patrimonio culturale.

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