Morta a Cagliari, va avanti la ricerca della veritĆ sulla fine di Manuela Murgia
Emergono nuovi particolari sugli accertamenti tecnici eseguiti sui vestiti di Manuela Murgia, la sedicenne trovata morta il 5 febbraio 1995 a Cagliari, nel canyon della necropoli di Tuvixeddu.
Un caso archiviato inizialmente come suicidio e riaperto solo il 30 marzo dello scorso anno, dopo le reiterate richieste avanzate dai familiari della ragazza, che da tempo chiedono di fare piena luce su quanto accaduto.
LāINCIDENTE PROBATORIO
La settimana scorsa si ĆØ svolto lāincidente probatorio nel corso del quale sono stati presentati gli esiti delle analisi effettuate dai carabinieri del Ris di Cagliari, nominati dal gip.
Gli esperti hanno lavorato sul recupero e sulla successiva comparazione delle tracce di Dna rinvenute sugli indumenti indossati da Manuela al momento della morte.
LāESITO DELLE ANALISI Gli accertamenti hanno di fatto scagionato lāunico indagato, lāex fidanzato della vittima, Enrico Astero, oggi 54enne.
Tuttavia, secondo la difesa della famiglia Murgia, questo risultato non chiude affatto il quadro investigativo. Al termine dellāincidente probatorio ĆØ stato infatti chiarito che i profili genetici isolati restano disponibili per eventuali futuri confronti.
IL NUOVO ELEMENTO EMERSO Gli avvocati Bachisio Mele, Maria F. Marras e Giulia Lai, insieme al medico legale Roberto Demontis, consulente dei familiari, hanno reso noti ulteriori particolari emersi durante le analisi.
In particolare, individuato un micro frammento gommoso con una forte presenza di nerofumo, ritenuto compatibile con componenti di pneumatici in commercio negli anni Novanta.
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LE VALUTAZIONI DEI LEGALI Secondo i legali, questo elemento deve essere inserito nel contesto complessivo delle tracce rilevate e del quadro lesivo, anche alla luce del fatto che lāarea della necropoli di Tuvixeddu era giĆ chiusa al traffico veicolare dal 1985, con cancelli dotati di lucchetto.
Un dettaglio che, a loro avviso, solleva interrogativi ancora aperti.
PROSPETTIVE INVESTIGATIVE
Lāesclusione di uno specifico soggetto come donatore del Dna, sottolineano infine gli avvocati, non equivale in alcun modo allāassenza di terzi coinvolti.
La disponibilitĆ dei profili genetici lascia infatti aperta la strada a nuovi sviluppi investigativi.