Sant’Elia, l’esercito dei disperati del rione popolare di Cagliari
Il tempo passa, i mega progetti di rinascita restano lƬ, ancora in gran parte dall’essere “trasportati” da carte e render alla realtĆ e, nel frattempo, nel rione popolare di Sant’Elia, a Cagliari, la situazione delle case non migliora.
Area, spesso, e il Comune, un po’ meno, finiscono come sempre sul banco degli imputati di chi lamenta crolli di balaustre e tetti, ascensori e scale ko, tubi dell’acqua e fognature vecchie e semidistrutte.
LEGGI ANCHE: Cagliari, il restyling milionario spaventa SantāElia: āVogliamo restare a vivere qui nel nostro rioneā
CAGLIARI, LE STORIE AL LIMITE DA SANT'ELIA
Anna Cocco vive in via Livingstone 3. Primo piano, nella stessa palazzina abitano altri quattro disabili, ognuno con il proprio "deficit" col quale fare i conti. "L'ascensore ĆØ pronto ma inattivo perchĆØ c'ĆØ una diatriba, legata a un pagamento di 7mila euro, tra Area e la societĆ che ha messo il montacarichi", racconta l'anziana.
"Da un paio di mesi sono bloccata in casa, sono un'invalida totale, non deambulo e non posso uscire da casa", racconta. "Mancano pure scivoli. Otto anni fa sono caduta e ho ancora dolori e cure mancanti. Non posso nemmeno andare a trovare mia mamma", aggiunge, singhiozzando, Anna Cocco.
Poche strade di distanza, altro sos. In piazza Stanley 2 abita la 78enne Rosaria Mancosu, diabetica e con varie patologie. Da due anni, ormai quasi tre, l'acqua calda per lei ĆØ un miraggio: "Il lavabo della cucina ostruito ha costretto i pompieri a chiudere l'acqua in cucina e dove ci sono lavatrice e scaldabagno. A nulla sono valse le email Pec", racconta, "spedite con l'aiuto di mia figlia a Area e l'intervento dell'Asl di Cagliari e le relazioni dei pompieri. Abbiamo messo un avvocato, c'ĆØ stata un udienza a cui nessuno dei rappresentanti di Area si ĆØ presentato. Pago l'affitto regolare, non ho acqua calda e la stessa acqua sulla quale posso fare affidamento esce, a bassa pressione, da un unico rubinetto. E ho un bagno inagibile".
Ā