Ospedale Brotzu di Cagliari, emergenza senza fine: pazienti nei corridoi tra pioggia, barelle e carenza di posti letto
Piove anche dentro i corridoi dell’ospedale Brotzu di Cagliari. Un secchio piazzato al centro del passaggio per raccogliere l’acqua che filtra dal soffitto diventa il simbolo di una situazione ormai al limite. Intorno, barelle accostate ai muri, pazienti in attesa da ore – in alcuni casi da tutta la mattina – e personale sanitario costretto a correre senza sosta.
I RACCONTI DALL’OSPEDALE
Sono ancora una volta loro, i soccorritori, a spedire foto e video alla nostra redazione e raccontare cosa sta accadendo, stavolta nel più grosso ospedale sardo.
Tra i casi più critici, un paziente sottoposto a ossigenoterapia assistito direttamente in corridoio, a causa della totale assenza di posti letto disponibili e della grave carenza di personale.
Gli operatori, allo stremo, cercano di garantire assistenza continua in condizioni definite dagli stessi come “allarmanti”. L’elenco dei pazienti in attesa racconta meglio di qualsiasi parola lo stato del pronto soccorso. Un uomo con sospetto trauma da caduta è fermo dalle 10:30, trasferito da Selargius. Una ragazza di 14 anni, investita in via Peretti, attende dalle 9 del mattino senza ancora essere ricoverata. Un altro paziente presenta un’emoglobina a 7 e necessita di emotrasfusione, che deve però essere ancora eseguita mentre il paziente resta barellato.
C’è poi chi, dopo un trauma domestico, è bloccato in corridoio dalle 11:00 con i presidi di stabilizzazione ancora applicati, dispositivi che – se mantenuti oltre le tempistiche corrette – possono causare danni secondari. A rendere il quadro ancora più critico, l’arrivo imminente di tre codici rossi: tra questi, un ictus certo, mentre le condizioni degli altri due restano da chiarire. Nel frattempo, una paziente di 100 anni, appena triagiata con frattura del femore, è ancora in attesa su presidi.
Un’ambulanza privata ha trasportato un altro paziente in ossigenoterapia già dalle 11:30, anch’egli fermo senza destinazione. Infine, un paziente dimesso la sera precedente alle 20:10 è stato riportato in ospedale il giorno successivo per dispnea e febbre.
LEGGI ANCHE: Sanità, i pronto soccorso sardi rischiano il collasso: “Nessun sostituto dei medici a gettone”
Una fotografia drammatica della sanità d’emergenza in Sardegna, dove il sovraffollamento dei pronto soccorso, la mancanza di posti letto e le difficoltà strutturali continuano a mettere a rischio la sicurezza dei pazienti e a spingere medici e infermieri oltre ogni limite di resistenza. Una situazione che, secondo gli addetti ai lavori, non può più essere considerata un’eccezione ma una preoccupante normalità.