Seguici

Per ricevere gli aggiornamenti di Cagliari News nella tua casella di posta, inserisci la tua e-mail nel campo sottostante.

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Informativa sulla privacy

Sanità sarda allo sbando, ennesimo siluro alla Todde: “Pronti a tornare in piazza a protestare”

I sindacati puntano il dito contro le tante promesse rimaste tali: “Ancora troppi ritardi e insufficienze”
Paolo Rapeanu

Sanità sarda, cresce la tensione sindacale

Dalla Cgil un mandato chiaro: verificare il protocollo e valutare una mobilitazione unitaria con Cisl e Uil.

Il malcontento emerso in Assemblea L’ipotesi di una mobilitazione sulla sanità si fa sempre più concreta in Sardegna. A confermarlo è il clima emerso durante l’Assemblea generale della Cgil Sardegna, che ha registrato un malcontento diffuso per lo stato del sistema sanitario regionale.

Nei prossimi giorni il sindacato avvierà una verifica puntuale sul protocollo sulla sanità, firmato lo scorso 4 agosto, per decidere come procedere in modo unitario insieme a Cisl e Uil e alle categorie della funzione pubblica e dei pensionati.

Il mandato al segretario regionale

L’Assemblea ha affidato all’unanimità un mandato preciso al segretario regionale Fausto Durante e all’esecutivo confederale.

Approvato un ordine del giorno che “chiede alla Regione interventi immediati e strutturali per restituire governo, stabilità e prospettiva ai sistemi sanitari territoriali”. Un documento che fotografa una situazione ritenuta ormai non più sostenibile.

Un protocollo rimasto inattuato

Nel testo si ricorda come il protocollo del 4 agosto avesse indicato un metodo chiaro per la gestione della vertenza regionale sul diritto alla salute: confronto continuo, soluzioni condivise, rilancio del servizio sanitario e socio-sanitario regionale. Un percorso pensato per affrontare criticità già allora definite di “straordinaria urgenza”. A distanza di mesi, però, le aspettative del sindacato risultano largamente disattese. Instabilità istituzionale e ritardi A pesare sono una serie di eventi che hanno contribuito a un quadro di forte incertezza: la revoca dell’assessore alla Sanità, l’assunzione dell’incarico ad interim da parte della presidente della Regione, la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato l’incostituzionalità di parti della legge regionale 8, il reintegro del direttore generale della Asl di Sassari, la paralisi amministrativa in alcune aziende sanitarie e una diffusa insoddisfazione per lo stato di attuazione del protocollo.

LEGGI ANCHE: Sanità ko, dai sindacati siluro alla Todde: “Pronti a difendere i sardi in tutti i modi”

Le critiche allo spoil system

Secondo la Cgil, la ,– ha allontanato la Regione dal rispetto dei principi fondamentali in materia di sanità e di buon andamento della pubblica amministrazione, producendo ritardi, sfiducia e inefficienze. Un esito che, sottolinea il sindacato, era stato ampiamente annunciato già prima dell’approvazione della legge.

Lavoratori sotto pressione, servizi in difficoltà

Nonostante l’impegno quotidiano di operatrici e operatori, la sanità sarda appare oggi priva di una direzione condivisa, dal livello regionale fino ai servizi territoriali. Le condizioni di lavoro continuano a peggiorare, tra carenze di organico e carichi insostenibili, con ricadute dirette sulla qualità dell’assistenza e sull’effettiva esigibilità del diritto alla salute.

Verso le prossime azioni

Pste ragioni, l’Assemblea generale ha dato mandato alla struttura confederale regionale di svolgere tutte le verifiche necessarie e di pianificare, anche insieme a Cisl e Uil, le prossime iniziative. La mobilitazione non è ancora decisa, ma il percorso sembra ormai avviato.

Per ricevere gli aggiornamenti di Cagliari News nella tua casella di posta, inserisci la tua e-mail nel campo sottostante.

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Informativa sulla privacy