Mezza Sardegna resta chiusa per altre 24 ore.
L’allerta meteo rossa, confermata anche per la giornata di mercoledì 21 gennaio 2026, spinge sindaci e amministrazioni locali a prorogare le ordinanze restrittive: uffici, scuole, parchi e servizi pubblici sbarrati in gran parte del Sud dell’Isola.
A Cagliari e nel sud Sardegna vale ancora una volta l’indicazione più netta possibile: “tutti a casa”. Nel capoluogo, per il terzo giorno consecutivo, resteranno chiusi asili nido, scuole di ogni ordine e grado e Università.
Serrande abbassate anche per gli uffici pubblici, i cimiteri, gli impianti sportivi e i mercati civici. Stop inoltre all’accesso ai parchi pubblici, ai centri d’arte e alle biblioteche comunali.
Un provvedimento esteso a macchia d’olio in tutto il Sud Sardegna, dove i primi cittadini hanno deciso di confermare senza esitazioni le misure già adottate.
La Protezione civile mantiene il livello massimo di allerta per l’intera giornata
A causa delle condizioni meteorologiche avverse che continuano a interessare l’area, con piogge intense, rischio idrogeologico e raffiche di vento, i controlli continueranno in modalità non stop.
Da qui il nuovo appello alla popolazione: limitare al massimo gli spostamenti, evitare le zone costiere e prestare la massima attenzione anche negli spostamenti indispensabili.
La chiusura forzata di domani servirà anche a consentire gli interventi di verifica e messa in sicurezza dopo i disagi degli ultimi giorni.
Squadre al lavoro per la rimozione dei detriti, il controllo delle alberature cittadine e gli accertamenti strutturali nelle scuole e negli edifici pubblici.
L’obbiettivo è garantire il ripristino delle condizioni di sicurezza prima della riapertura. In attesa di un miglioramento del meteo, la Sardegna meridionale resta in pausa.
Un sacrificio necessario, ribadiscono le amministrazioni, per tutelare l’incolumità dei cittadini e affrontare l’emergenza senza abbassare la guardia.