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Accoltellato e dato alle fiamme a Carbonia, caccia al killer di Giovanni Musu

La pista più battuta porta al mono della droga. Due indagati ufficiali, William Serra e Marco Atzeni: il primo era un amico della vittima
Paolo Rapeanu

Giovanni Musu accoltellato e dato alle fiamme nel parco del Rosmarino a Carbonia: due indagati

La notte a Carbonia si è trasformata in un confine oscuro tra ciò che è umano e ciò che non dovrebbe mai esserlo, dopo la brutale morte di Giovanni Musu.

Giovanni Musu è stato ucciso con una ferocia che ha lasciato la comunità attonita: prima accoltellato, poi dato alle fiamme, come se la violenza non si fosse fermata al gesto ma avesse voluto cancellare anche l’identità della vittima.

Un delitto che pesa come un macigno su una città abituata al silenzio, dove tutti si conoscono e dove ogni fatto di sangue diventa una ferita collettiva.

Le indagini si muovono lungo un terreno scivoloso, segnato da sospetti e relazioni ambigue.

Giovanni Musu e la droga

La pista più battuta conduce al mondo della droga, un sottobosco che spesso intreccia amicizie, debiti e rancori fino a renderli indistinguibili.

In questo contesto emergono due nomi, quelli di William Serra e Marco Atzeni, ufficialmente indagati. Serra, in particolare, era un amico di Giovanni: un dettaglio che rende la vicenda ancora più inquietante. Non per il suo legale Fabio Basile: "Sono sicuro che riusciremo a dimostrare la totale estraneità al fatto del mio assistito. Lui è assolutamente tranquillo, da tempo sta seguendo un corso per diventare Oss e certi ambienti non li frequenta più da tanto tempo".

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Gli investigatori cercano di ricostruire le ultime ore di vita di Musu, inseguendo tracce, testimonianze, frammenti di verità che possano dare un senso a una violenza così estrema. Il medico legale Roberto Demontis, intanto, ha già chiesto al pm sessanta giorni di tempo per consegnare tutti gli esiti.

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