Sa Ratantira Casteddaia: “No al Carnevale Cagliari del 2026”. E’ rottura
Sa Ratantira Casteddaia, associazione storica ed erede della GiOC del rione Stampace, rompe gli indugi e annuncia la rinuncia al Carnevale di Cagliari 2026. No anche dell’associazione Senza Confini del quartiere Marina. Una scelta che pesa e che apre una frattura evidente tra una delle realtà più radicate nella tradizione popolare cittadina e l’organizzazione della manifestazione.
Tempi considerati inaccettabili
L’associazione punta il dito contro il calendario imposto dal bando. La scadenza fissata al 16 gennaio e la prima sfilata prevista per il 12 febbraio lasciano, di fatto, poche settimane per progettare carri, costumi e contenuti. Per Sa Ratantira Casteddaia questo schema svuota il Carnevale del suo significato più autentico, riducendo mesi di lavoro collettivo a una corsa contro il tempo.
Un programma che divide
Ma la polemica non si ferma ai tempi. Il programma proposto per il 2026 non convince l’associazione, che lo giudica distante dai valori storici del Carnevale cagliaritano. Secondo Sa Ratantira Casteddaia, alcune scelte privilegiano l’aspetto spettacolare a scapito della tradizione popolare, cancellando il ruolo dei rioni e delle comunità che per decenni hanno costruito la festa dal basso.
Stampace e l’eredità della GiOC
La decisione assume un peso simbolico ancora maggiore perché Sa Ratantira Casteddaia rappresenta l’eredità diretta della GiOC di Stampace, protagonista storica delle sfilate e dell’identità carnevalesca cittadina. Rinunciare significa lanciare un messaggio chiaro: senza ascolto e senza rispetto delle radici, la partecipazione perde senso.
Una critica che chiama al confronto
L’associazione chiarisce di non voler alimentare sterili contrapposizioni, ma rivendica il diritto di esprimere dissenso. La rinuncia diventa così una presa di posizione politica e culturale, che chiede una riflessione più ampia sul futuro del Carnevale di Cagliari e sul ruolo delle associazioni storiche.
Tra amarezza e responsabilità
Sa Ratantira Casteddaia esprime dispiacere per l’assenza. E si scusa con chi attendeva la sua partecipazione, ma ribadisce che la coerenza viene prima di tutto. L’augurio finale resta quello di un Carnevale sereno, ma l’assenza dell’associazione di Stampace pesa come un segnale d’allarme.
Il Carnevale di Cagliari 2026 parte quindi con una frattura evidente: senza uno dei suoi simboli storici, la festa rischia di perdere una parte importante della propria anima.