Addio a Samba, morto il noto mediatore culturale senegalese
La popolazione degli immigrati della città piange Ndama Kane Loum, senegalese, conosciuto come Samba, morto all’età di 63 anni. Lascia una moglie e un figlio di 16 anni. Mediatore culturale e fondatore dell’associazione Thiossane – Radici, Samba ha dedicato tutta la vita a sostenere giovani immigrati e famiglie provenienti dall’Africa, aiutandoli a inserirsi nella società sarda e a costruire un futuro dignitoso.
- Leggi anche: Selargius, da “Samba” il grande aiuto per i giovani: dal lavoro il percorso verso l’integrazione
Un rifugio per famiglie e giovani
Nella sede di via Newton a Selargius, Samba ospitava circa 40 persone, tra cui mamme con bambini, offrendo alloggio e supporto concreto. Gli ospiti non pagavano mai l’affitto, ma solo le spese delle utenze, come acqua e luce. Tutta la sua attività si basava sul volontariato e sulla solidarietà. Come raccontano amici e collaboratori, era “un uomo unico per la sua bontà”.
Aiuto concreto per lavoro e integrazione
All’interno della struttura, Samba aiutava i giovani a trovare lavoro, a orientarsi nella burocrazia italiana e a comprendere le dinamiche della società locale. La sua esperienza come mediatore culturale lo rendeva un punto di riferimento per la comunità, le istituzioni e le famiglie degli ospiti. Thiossane ha anche creato collegamenti tra chi offriva lavoro e chi lo cercava, esportando merce usata verso l’Africa e promuovendo progetti di autonomia economica.
Attenzione alla comunità e ai casi complessi
Samba si è sempre impegnato a chiarire malintesi culturali e a tutelare la dignità dei suoi assistiti. Nel caso del rapimento della piccola Sofia, ha corretto le informazioni errate sulla cittadinanza dei protagonisti, evitando tensioni nella comunità del Cagliaritano. La sua capacità di mediare tra diverse tradizioni culturali ha lasciato un’impronta duratura.
Un’eredità di volontariato e integrazione
Grazie a Samba, molti giovani e famiglie hanno potuto integrarsi nel tessuto sociale e lavorativo della Sardegna. La sua perdita rappresenta un vuoto enorme, ma l’esempio del suo volontariato e della sua bontà continuerà a ispirare chi lavora per l’integrazione e la solidarietà.