Stipendi bloccati, accordi ignorati e servizi al collasso: alla Città Metropolitana di Cagliari si apre una stagione di conflitto durissimo
“La ricreazione è finita: diritti calpestati, lavoratrici e lavoratori pronti alla mobilitazione alla Città Metropolitana di Cagliari”.
A denunciare la situazione di malcontento tra i lavoratori della Città Metropolitana è Luca Locci dell’Sgb.
"Non siamo di fronte a una semplice riorganizzazione amministrativa, ma a un vero e proprio attacco politico e ideologico contro chi lavora".
La Direzione Generale della Città Metropolitana di Cagliari ha deciso di rompere ogni equilibrio, cancellando con un colpo di spugna dieci anni di conquiste sindacali, contrattazione e buone pratiche organizzative. "Una scelta grave, autoritaria, che colpisce la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e mette a rischio il funzionamento stesso dell’Ente".
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Dieci anni di diritti cancellati con arroganza
Con un atto di "spocchia burocratica inaccettabile, la Direzione ha azzerato un sistema di gestione del personale che per un decennio ha garantito qualità dei servizi, professionalità e rispetto".
Tutto ciò che è stato costruito, in sintesi, viene oggi perciò bollato come “sbagliato” o addirittura “illegittimo. Noi diciamo con chiarezza che l’unica cosa sbagliata è il comando unilaterale che ignora il confronto e calpesta chi ogni giorno manda avanti l’Ente. Se questa è la linea, diventa urgente un intervento ispettivo della Funzione Pubblica".
Salari bloccati e clima intimidatorio
Mentre il costo della vita cresce senza sosta, i compensi del Comparto Unico 2024 non sono erogati: "Un inaccettabile blocco salariale che, però, pesa sulle tasche dei dipendenti.
A questo si aggiunge un clima di pressione e minaccia, fatto di circolari dai toni padronali, ipotesi di taglio delle ferie pregresse e revoca della reperibilità", attacca Luca Locci.
"Una gestione coercitiva indegna di una pubblica amministrazione democratica. Nel mirino anche lo smart working, strumento che ha dimostrato di garantire produttività ed equilibrio, oggi attaccato per ristabilire un controllo punitivo e anacronistico.
Servizi allo stremo, personale ridotto
Il territorio della Città Metropolitana si è però ampliato da 17 a 70 Comuni, ma l’organico viene ridotto fino al limite della sopravvivenza, mentre le retribuzioni dei vertici aumentano.
Viabilità e Centro Antinsetti sono al collasso, con gravi disagi per cittadini e lavoratori. "Questo non è efficientamento: è smantellamento del servizio pubblico".