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Cagliari, abbandonata e diroccata: la triste fine dell’ex Pashà e Sesto Senso a Monte Urpinu

VIDEO- Una struttura meta della movida sino agli inizi del Duemila è in mano al nulla. Fallita come disco e come gelateria, oggi regna il silenzio
Ennio Neri

Viaggio in uno dei tanti locali comunali abbandonati da decenni a Cagliari: Sesto Senso, poi Pashà, poi il nulla assoluto

Un vialetto che parte dalla piazza di viale Europa a Cagliari conduce fino a una grata verde chiusa da una catena senza lucchetto. Sopra la cancellata, una cornacchia osserva immobile, quasi a difendere un luogo che il tempo ha lasciato indietro.

La scritta “Comune di Cagliari – Memoriale Belvedere” accoglie chi arriva, ma dietro quel nome restano solo ruderi e silenzi. All’alba del nuovo millennio, questo spazio ha ospitato una gelateria molto frequentata, poi diventata un locale notturno capace di animare le notti cittadine.

Dal successo al conflitto con il quartiere. La trasformazione in discoteca ha acceso uno scontro durissimo con gli abitanti di Monte Urpinu. La musica ad alto volume, i decibel notturni e le notti insonni hanno esasperato i residenti delle strade interne a via della Pineta. Esposti e segnalazioni hanno raggiunto la Procura.

Così il Comune di Cagliari ha revocato la concessione e ha ripreso possesso dell’area, chiudendo definitivamente quella stagione burrascosa. Un’area aperta a curiosi e senzatetto Oggi nessun cartello vieta l’ingresso.

Il cancello resta socchiuso, la catena pende inutile e il Memoriale Belvedere Cagliari si trasforma in terra di nessuno. Un varco nella cancellata racconta una frequentazione recente da parte di curiosi e senzatetto.

All’interno, gatti randagi e cornacchie si muovono tra i resti di ciò che un tempo pulsava di vita. Si distinguono ancora i ruderi del bancone bar, delle cucine e dei servizi igienici.

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Ovunque emergono macerie, pezzi di fari e arredi distrutti. Degrado a pochi metri dai giochi dei bambini I vialetti che portano alle fortificazioni mostrano erbacce alte e trascurate. Gli edifici destinati a pista da ballo, cucina e bagni appaiono devastati da atti vandalici che hanno cancellato ogni traccia di bellezza. Il paradosso colpisce ancora di più perché l’area sorge a pochi metri da un parco giochi frequentato ogni giorno da famiglie e bambini.

Il contrasto tra vita e abbandono risulta evidente e doloroso. Un simbolo che attende risposte Il Memoriale Belvedere Cagliari rappresenta oggi una ferita aperta nel verde di Monte Urpinu. Il luogo chiede attenzione, cura e un progetto capace di restituire dignità a uno spazio che ha segnato un’epoca. Senza interventi concreti, il silenzio continuerà a dominare, sorvegliato solo da cornacchie e muri imbrattati.

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