PM10 a Cagliari, quali misure per ridurre l’inquinamento
L’allarme sulla qualità dell’aria torna al centro del dibattito politico cittadino. Il tema del PM10 a Cagliari approda in Consiglio comunale grazie a un’interrogazione urgente presentata dal consigliere Ferdinando Secchi e sottoscritta anche dalla consigliera Alessandra Zedda. L’atto chiede al sindaco e all’assessore competente risposte puntuali sulle strategie che l’amministrazione intende adottare per contrastare una criticità che incide direttamente sulla salute pubblica.
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I numeri che preoccupano
Secondo recenti studi di settore e classifiche pubblicate da riviste specializzate, Cagliari occupa il tredicesimo posto tra i capoluoghi italiani per concentrazione media annua di polveri sottili PM10. Il valore raggiunge i 28,5 microgrammi per metro cubo d’aria, un dato che colloca la città in una fascia di attenzione elevata. Per rispettare i nuovi limiti fissati dall’Unione Europea a partire dal 2030, Cagliari dovrà ridurre questa concentrazione di circa il 30%.
Secchi chiede all’amministrazione se ritenga attendibili queste analisi e se possieda una piena consapevolezza del quadro emerso anche dal rapporto “Mal’Aria di città 2025” elaborato da Legambiente, che colloca il capoluogo sardo in area critica sulla base dei dati ARPA Sardegna.
Un tema di salute pubblica
Il PM10 a Cagliari non rappresenta solo una questione ambientale. Numerosi studi scientifici internazionali dimostrano come l’esposizione prolungata alle polveri sottili aumenti il rischio di patologie respiratorie croniche come asma e bronchite, favorisca malattie cardiovascolari e incrementi la probabilità di eventi acuti come l’infarto. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima oltre 400.000 decessi annui in Europa legati all’inquinamento atmosferico. Le polveri sottili aggravano inoltre le condizioni di anziani, bambini e persone affette da malattie croniche e mostrano possibili correlazioni con i tumori polmonari.
Le domande all’amministrazione
L’interrogazione chiede risposte precise su tre punti fondamentali. In primo luogo, Secchi domanda quali azioni concrete l’amministrazione intenda mettere in campo per ridurre le emissioni di PM10 e centrare gli obiettivi europei entro il 2030. In secondo luogo, chiede l’esistenza di un piano strategico strutturato, corredato da un cronoprogramma, obiettivi misurabili e risorse economiche dedicate. Infine, sollecita chiarimenti sulle misure previste per contenere le emissioni nocive, dal traffico veicolare al riscaldamento domestico.
Qualità della vita e futuro urbano
Secondo Secchi, l’inquinamento atmosferico incide sulla qualità della vita, sui costi sanitari e sull’attrattività complessiva della città. Affrontare seriamente il problema del PM10 a Cagliari significa investire nella salute dei cittadini e nel futuro del territorio. Ora la parola passa all’amministrazione, chiamata a trasformare i dati e le preoccupazioni in scelte concrete e verificabili.