Morte di Mariano Olla a Cagliari: la verità a un passo
La vicenda di Mariano Olla torna al centro dell’attenzione pubblica e giudiziaria. A distanza di sei mesi e mezzo dalla tragica notte di metà giugno, la ricerca della verità entra in una fase decisiva. Come riporta L’Unione Sarda oggi in edicola, gli investigatori della Squadra Mobile di Cagliari hanno ricostruito gran parte di quanto accaduto durante la festa “pirata” organizzata nella spiaggia della Diga, a ridosso dell’area dell’ex stadio Sant’Elia. Proprio lì Mariano, sedici anni e residente a Sestu, ha perso la vita dopo una serata che doveva rappresentare solo un momento di svago.
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La festa illegale a Su Siccu
Quella notte oltre 150 ragazzi, molti minorenni, hanno raggiunto la spiaggia senza autorizzazioni e senza controlli. Secondo quanto emerge dall’inchiesta, musica ad alto volume, superalcolici e sostanze stupefacenti, in particolare droghe sintetiche, hanno caratterizzato l’evento. Mariano ha partecipato alla festa insieme ad alcuni conoscenti incontrati da poco, non con il suo gruppo di amici storici. Questo dettaglio assume un peso rilevante nella ricostruzione dei fatti.
Il muro di silenzi
Fin dalle prime ore successive al ritrovamento del corpo in mare, avvenuto la mattina del 14 giugno 2025 grazie alla segnalazione di alcuni pescatori, gli investigatori hanno dovuto affrontare reticenze e risposte evasive. Molti presenti hanno dichiarato di non ricordare nulla o di non avere notato l’assenza del ragazzo. Nessuno ha raccontato di averlo visto in difficoltà, nonostante diversi testimoni abbiano parlato di tuffi notturni effettuati con scarpe e pantaloni addosso.
I due filoni dell’inchiesta
La Procura, in collaborazione con quella per i minorenni, ha guidato un’indagine articolata su due fronti. Da un lato, gli investigatori hanno lavorato per identificare gli organizzatori della festa illegale. Dall’altro, la Mobile ha concentrato l’attenzione su chi avrebbe gestito lo spaccio di droga durante la notte. L’analisi di video, immagini e spostamenti registrati dai telefoni cellulari ha consentito di chiarire ruoli e presenze.
Le cause della morte e il dolore
L’autopsia ha indicato l’annegamento come causa del decesso, probabilmente dopo un malore o una perdita di conoscenza. Mariano frequentava l’istituto Meucci, amava la musica, la palestra e le moto. Sognava New York e desiderava iscriversi al liceo artistico per coltivare la passione per il disegno. Gli amici più stretti hanno ribadito un concetto chiave: quella sera nessuno dei suoi veri amici era con lui.
La verità sempre più vicina
Oggi, come sottolinea L’Unione Sarda, l’inchiesta sembra avvicinarsi a una svolta concreta. La Procura valuta l’iscrizione di alcuni maggiorenni nel registro degli indagati. Dopo mesi di lavoro, la frase Mariano Olla verità a un passo non appare più solo una speranza, ma una prospettiva sempre più reale.