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Fuoco e miasmi dalle torce a Sarroch, il comitato: “Bruciori e difficoltà respiratore per i fragili”

Il sindaco convoca l’azienda che parla di “impatto visivo” e “progressivo ritorno alla normalità”. Polemica sulle centraline
Ennio Neri

La giornata del 3 gennaio 2026 ha riacceso l’attenzione su Sarroch, territorio segnato da una forte presenza industriale. L’episodio dell’accensione della torcia Sarlux ha generato timori e segnalazioni tra i cittadini, già provati dal blackout dei giorni precedenti. Il Comune di Sarroch ha diffuso una comunicazione ufficiale per indirizzare la popolazione verso il comunicato integrale dell’azienda e per chiarire le iniziative istituzionali in corso.

La richiesta del sindaco Dessì
Il sindaco Angelo Dessì ha reagito al nuovo disservizio chiedendo formalmente un incontro con l’amministratore delegato di Saras–Sarlux, l’ingegner Carlo Guarrata. Il primo cittadino intende approfondire le cause dei ripetuti episodi e verificare le soluzioni tecniche già avviate. L’amministrazione comunale chiede un confronto diretto per evitare che eventi eccezionali diventino una consuetudine accettata.

La versione di Sarlux
Nel proprio comunicato, Sarlux collega l’evento a un guasto transitorio su una delle linee elettriche di alimentazione del sito. Dopo un intervento di manutenzione straordinaria su una linea, quella rimasta in servizio ha registrato un problema a un trasformatore di alta tensione, con il conseguente impatto visivo delle torce. L’azienda riferisce un progressivo ritorno alla normalità nel rispetto delle procedure di sicurezza.

La critica del Comitato Ambiente e Salute
Il Comitato civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch respinge questa lettura. «“Impatto visivo”? No. Questo non va», scrive il Comitato, che richiama le segnalazioni di bruciore agli occhi, difficoltà respiratorie e aria acre. Secondo i cittadini, ridurre l’episodio a una questione estetica significa ignorare la salute pubblica e l’esperienza reale di chi vive nel territorio.

Il nodo della programmazione comunale
Il confronto si allarga anche alla pianificazione amministrativa. Nel Consiglio comunale del 23 dicembre, l’aula ha approvato il Documento Unico di Programmazione (Dup) 2026–2028. Dall’analisi del documento emerge l’assenza di riferimenti a tutela ambientale, salute, SIN, bonifiche e vigilanza ambientale, temi centrali per un territorio industriale come Sarroch. Il Dup orienta bilancio e scelte operative, perciò ciò che resta fuori rischia di non trovare spazio nelle politiche future.

Durante il dibattito, il sindaco ha richiamato il tema dei costi della vigilanza ambientale, evidenziando il peso sul bilancio comunale e ipotizzando un supporto regionale.

La proposta di un fondo di responsabilità sociale
Il Comitato civico rilancia una soluzione alternativa: un fondo strutturato di responsabilità sociale (Crs) sostenuto dai grandi operatori industriali presenti sul territorio, come Sarlux, società del gruppo Vitol. Questa impostazione richiama il principio europeo e nazionale del “chi inquina paga”. «Trasparenza, vigilanza ambientale e prevenzione rappresentano fattori di stabilità amministrativa», afferma il presidente del Comitato, che annuncia una proposta concreta da presentare al sindaco.

Centralina mobile e nuove criticità
Il Comitato solleva anche dubbi sulla centralina mobile comunale per il monitoraggio dell’aria. La recente ricollocazione, secondo i cittadini, contrasta con le linee guida Ispra e Arpas. La postazione si trova in un piazzale chiuso, vicino a edifici, in un’area poco rappresentativa. In passato, la centralina posizionata vicino alla scuola di via Fermi aveva mostrato valori critici. Il Comitato chiede documenti tecnici, verifiche di conformità e un monitoraggio realmente utile alla tutela della salute.

Una scelta non più rinviabile
Il rapporto tra industria, istituzioni e cittadini è complesso. Il territorio chiede dati certi, programmazione chiara e responsabilità condivise. La domanda resta aperta: il Comune attiverà nuovi strumenti o continuerà a rinviare il tema della tutela ambientale?

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