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Muravera festeggia il suo medico: cento anni di cure sul campo per Efisio Manunza

Gli auguri della cittadina al dottore della comunità che oggi spegne 100 candeline
Ennio Neri

Muravera, il medico condotto Efisio Manunza compie cento anni

Cent’anni compiuti oggi, 2 gennaio, con la lucidità di chi non ha mai smesso di osservare il mondo. Efisio Manunza, storico medico condotto di Muravera, raggiunge questo traguardo con una voce ferma e una memoria che corre veloce. Nato a Stampace, nel cuore popolare di Cagliari, ricorda l’infanzia trascorsa in una casa che oggi non esiste più, sostituita da una scalinata verso l’ospedale civile. Quelle strade segnano per sempre il suo sguardo sulla vita e sulle persone.

La scelta della medicina e l’arrivo inatteso a Muravera

La passione per la medicina nasce presto, in una Cagliari che prova a rialzarsi dopo la guerra. Manunza si laurea nel luglio del 1955 e lavora già come interno volontario dal secondo anno. Progetta una specializzazione, ma il destino cambia direzione. Nel 1956 accetta una sostituzione di quindici giorni a Muravera. Parte con l’idea di tornare subito, ma trova una realtà che lo trattiene per quarant’anni.

Un medico solo davanti a tutto

A Muravera non esiste un ospedale. Esiste il medico. Manunza affronta ogni emergenza senza supporti, ambulanze o specialisti. Segue coltivatori diretti, famiglie, anziani. Vive per due anni in albergo, spende metà dello stipendio per vitto e alloggio, ma non arretra. Decide di restare e costruisce un rapporto profondo con Muravera, San Vito e Villaputzu.

Famiglia e ambulatorio, una sola vita

Il matrimonio con Maria Teresa segna un passaggio fondamentale. Dopo sette anni di fidanzamento, i due si sposano e condividono sessant’anni di vita. L’ambulatorio nasce sotto casa, in via Roma. Manunza visita i pazienti la mattina e percorre chilometri per le visite domiciliari nel pomeriggio. Torna più volte dallo stesso malato finché la guarigione arriva. Questa medicina non conosce orari.

Nascite, emergenze e responsabilità

I parti avvengono in casa. Manunza fa nascere intere generazioni, compresi i suoi figli. Interviene anche nei momenti più critici, senza enfasi e senza esitazioni. In un episodio simbolo ricuce un orecchio strappato dopo un incidente stradale, con strumenti essenziali e l’aiuto della moglie. Quel gesto racconta meglio di mille parole la medicina di comunità.

Una professione senza prezzo

In quarant’anni Manunza non chiede mai denaro. Cura residenti e turisti con lo stesso rigore. Svolge anche il ruolo di medico legale e collabora con carabinieri e autorità giudiziarie. Va in pensione a settant’anni, ma continua a rappresentare un riferimento per molti.

L’eredità umana e civile

Oggi Efisio Manunza guarda l’attualità con attenzione e preferisce la tranquillità. Il sindaco di Muravera, Salvatore Piu, medico anche lui, riconosce in Manunza una figura centrale della storia civile del paese. La sua vita restituisce l’immagine di una medicina fatta di presenza costante, responsabilità totale e relazione umana. Un altro tempo, come dice lui stesso, che rifarebbe esattamente allo stesso modo.

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