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“Male il Capodanno diffuso a Cagliari, impietoso il confronto con il concerto di Blanco”

Opposizione all’attacco contro gli eventi organizzati dalla giunta Zedda per il 31 dicembre
Ennio Neri

Capodanno a Cagliari: critiche al modello diffuso

Il Capodanno a Cagliari continua a dividere il mondo politico e imprenditoriale anche a eventi conclusi. Il modello diffuso, rivendicato dall’amministrazione comunale come una scelta vincente, incassa critiche pesanti da esponenti dell’opposizione e da chi opera nel settore turistico. Al centro della discussione finiscono i numeri delle presenze, l’impatto economico e l’idea di cittĆ  che emerge dalle scelte adottate.

Le parole di Nando Secchi

Nando Secchi, anima di Anima Sardegna, attacca frontalmente l’impostazione del Capodanno 2025:
ā€œCapodanno diffuso a Cagliari: una scelta che mortifica il capoluogo e le sue imprese!ā€.
Secondo Secchi, dietro i dati presentati come un successo si nasconde ā€œuna visione miope che ha penalizzato Cagliari e le sue attivitĆ  produttiveā€. L’esponente politico sottolinea come la stessa artista si fosse giĆ  esibita a Nuoro l’anno precedente con risultati analoghi e con un budget più contenuto: ā€œStessa artista, stesso risultato, zero attrattivitĆ ā€.

Nessuna ricaduta per il sistema turistico

Secchi insiste soprattutto sull’assenza di una strategia turistica strutturata. ā€œAlberghi e operatori extra-alberghieri sono stati completamente ignoratiā€, afferma, rimarcando la mancanza di pacchetti e iniziative capaci di trasformare il Capodanno in un’opportunitĆ  di lavoro. A suo giudizio, il capoluogo ha rinunciato a un ruolo da protagonista: ā€œCagliari meritava un Capodanno che fosse motore di sviluppo, non un compromessoā€.

L’intervento di Roberto Mura

Alle critiche si unisce Roberto Mura di Alleanza Sardegna, che punta il dito contro la gestione delle risorse pubbliche:
ā€œLa giunta Zedda non solo ha investito meno rispetto ad altri comuni sardi, ma – a paritĆ  di risorse – ha anche investito peggioā€.
Per Mura, il Capodanno Cagliari rappresenta uno strumento chiave di sviluppo economico, capace di far lavorare le imprese locali e rafforzare l’immagine della cittĆ .

Il nodo delle presenze

Mura mette in discussione anche i dati ufficiali: ā€œLa maggioranza parla di 20.000 presenze, ma il dato non regge a una verifica seriaā€. Il riferimento va al Largo Carlo Felice, che ha una capienza stimata di circa 10.000 persone. ā€œLe immagini diffuse mostrano chiaramente che l’area non era affatto pienaā€, aggiunge, citando il confronto con il Capodanno con Blanco.

Una scelta politica sotto accusa

Entrambi gli esponenti concordano su un punto: non si tratta di spendere di più, ma di spendere meglio. ā€œĆˆ una questione di visione, programmazione e capacitĆ  di usare bene le risorse pubblicheā€, conclude Mura. Il modello diffuso, secondo i critici, racconta una rinuncia più che un progetto. Una rinuncia che, come sottolinea Secchi, lascia indietro imprese, lavoratori e l’ambizione di una Cagliari davvero competitiva.

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