Capodanno a Cagliari: critiche al modello diffuso
Il Capodanno a Cagliari continua a dividere il mondo politico e imprenditoriale anche a eventi conclusi. Il modello diffuso, rivendicato dallāamministrazione comunale come una scelta vincente, incassa critiche pesanti da esponenti dellāopposizione e da chi opera nel settore turistico. Al centro della discussione finiscono i numeri delle presenze, lāimpatto economico e lāidea di cittĆ che emerge dalle scelte adottate.
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Le parole di Nando Secchi
Nando Secchi, anima di Anima Sardegna, attacca frontalmente lāimpostazione del Capodanno 2025:
āCapodanno diffuso a Cagliari: una scelta che mortifica il capoluogo e le sue imprese!ā.
Secondo Secchi, dietro i dati presentati come un successo si nasconde āuna visione miope che ha penalizzato Cagliari e le sue attivitĆ produttiveā. Lāesponente politico sottolinea come la stessa artista si fosse giĆ esibita a Nuoro lāanno precedente con risultati analoghi e con un budget più contenuto: āStessa artista, stesso risultato, zero attrattivitĆ ā.
Nessuna ricaduta per il sistema turistico
Secchi insiste soprattutto sullāassenza di una strategia turistica strutturata. āAlberghi e operatori extra-alberghieri sono stati completamente ignoratiā, afferma, rimarcando la mancanza di pacchetti e iniziative capaci di trasformare il Capodanno in unāopportunitĆ di lavoro. A suo giudizio, il capoluogo ha rinunciato a un ruolo da protagonista: āCagliari meritava un Capodanno che fosse motore di sviluppo, non un compromessoā.
Lāintervento di Roberto Mura
Alle critiche si unisce Roberto Mura di Alleanza Sardegna, che punta il dito contro la gestione delle risorse pubbliche:
āLa giunta Zedda non solo ha investito meno rispetto ad altri comuni sardi, ma ā a paritĆ di risorse ā ha anche investito peggioā.
Per Mura, il Capodanno Cagliari rappresenta uno strumento chiave di sviluppo economico, capace di far lavorare le imprese locali e rafforzare lāimmagine della cittĆ .
Il nodo delle presenze
Mura mette in discussione anche i dati ufficiali: āLa maggioranza parla di 20.000 presenze, ma il dato non regge a una verifica seriaā. Il riferimento va al Largo Carlo Felice, che ha una capienza stimata di circa 10.000 persone. āLe immagini diffuse mostrano chiaramente che lāarea non era affatto pienaā, aggiunge, citando il confronto con il Capodanno con Blanco.
Una scelta politica sotto accusa
Entrambi gli esponenti concordano su un punto: non si tratta di spendere di più, ma di spendere meglio. āĆ una questione di visione, programmazione e capacitĆ di usare bene le risorse pubblicheā, conclude Mura. Il modello diffuso, secondo i critici, racconta una rinuncia più che un progetto. Una rinuncia che, come sottolinea Secchi, lascia indietro imprese, lavoratori e lāambizione di una Cagliari davvero competitiva.