Beve da una bottiglia d’acqua contaminata a Carbonia
Una serata trascorsa in compagnia nel centro di Carbonia si è trasformata in un’emergenza sanitaria per una donna di 53 anni. Come riporta L’Unione Sarda oggi in edicola, Alessandra Madeddu, ingegnere e residente in città, ha accusato un violento malore dopo aver bevuto alcuni sorsi di acqua gassata contenuta in una bottiglietta apparentemente integra e sigillata, servita al tavolo di un locale.
I sintomi immediati e l’intervento del 118
Dopo aver versato l’acqua nel bicchiere, la donna ha avvertito sin dal primo sorso un forte bruciore alla bocca, seguito in breve tempo da una sensazione dolorosa e persistente alla gola. Le condizioni hanno generato momenti di forte apprensione tra i presenti. È scattata la richiesta di soccorso e il personale del 118 ha raggiunto rapidamente il luogo, prestando le prime cure e disponendo il trasferimento urgente al Pronto soccorso dell’ospedale Sirai.
Le condizioni cliniche e il ruolo del Pronto soccorso
Al Sirai la donna è stata presa in carico dall’équipe del Pronto soccorso, coordinata dalla primaria Viviana Lantini. I sanitari hanno riscontrato lesioni alla cavità orale e all’esofago, riconducibili al contatto con una sostanza altamente irritante, trattata come caustica. I medici hanno avviato immediatamente le terapie necessarie e hanno disposto il ricovero nel reparto di Chirurgia. Le condizioni cliniche risultano in miglioramento, ma i sanitari mantengono la prognosi riservata e proseguono con un attento monitoraggio.
Le indagini e gli accertamenti sanitari
La bottiglietta e il contenuto del bicchiere sono arrivati in ospedale per consentire le analisi utili a identificare la sostanza presente all’interno. Sul caso indagano i carabinieri della stazione di Carbonia, allertati dal personale sanitario. Parallelamente, la Asl ha effettuato un sopralluogo accurato nel locale per ricostruire la filiera del prodotto e verificare eventuali criticità, senza trascurare alcun dettaglio.
Un episodio che riaccende l’attenzione sulla sicurezza
Il caso di bottiglia acqua contaminata Carbonia riporta alla memoria episodi analoghi verificatisi in passato in altre zone d’Italia, quando bottiglie apparentemente integre avevano causato gravi conseguenze a ignari consumatori. Anche questa vicenda solleva interrogativi sulla sicurezza dei prodotti in commercio e sull’efficacia dei controlli lungo la catena di distribuzione.
Come evidenzia L’Unione Sarda, solo l’esito degli accertamenti tecnici potrà chiarire come una sostanza potenzialmente pericolosa sia finita in una bottiglia sigillata. Nel frattempo, l’attenzione resta alta e l’intera comunità attende risposte per evitare che episodi simili possano ripetersi.